L'intelligenza artificiale scrive in fretta e scrive come tutti

Il testo esce in trenta secondi ed è corretto, ordinato e identico a quello di chiunque altro. Il problema non è la qualità, è che non sembra vostro.

Chi legge molti siti aziendali se ne accorge in due righe. C'è un modo di scrivere che si è diffuso negli ultimi anni: frasi bilanciate, elenchi di tre, aggettivi positivi, nessuna asprezza. Corretto, leggibile, e senza nessuna traccia di chi lo ha scritto.

Per un'azienda che sta cercando di distinguersi è un problema pratico. La comunicazione serve a farsi riconoscere, e un testo che potrebbe essere di chiunque non fa riconoscere nessuno.

Perché i testi vengono tutti uguali

Perché questi strumenti restituiscono la media di quello che hanno letto. Se si chiede un testo su un argomento, esce la versione più probabile di quel testo, che è per definizione quella più simile a tutte le altre.

È anche il motivo per cui i risultati migliorano molto quando si fornisce materiale specifico: appunti, trascrizioni, esempi di lavori. A quel punto lo strumento non deve inventare, deve mettere in ordine.

Cosa si perde

Si perdono le cose che rendono un testo credibile: gli esempi veri, i numeri, i nomi, le frasi che solo chi fa quel lavoro direbbe. Sono esattamente le informazioni che chi legge sta cercando per decidere se fidarsi.

È lo stesso motivo per cui non funzionano i siti che elencano qualità, passione ed esperienza: non perché siano scritti male, ma perché non contengono niente che permetta di scegliere.

Dove invece funziona bene

Sulla prima stesura, quando il problema è il foglio bianco. Su testi che devono solo essere corretti e chiari: risposte tecniche, descrizioni di prodotto, traduzioni, riassunti di documenti lunghi.

Funziona anche come lettore critico: chiedere cosa non è chiaro in un testo scritto da voi produce spesso osservazioni utili, e non ha nessuno degli inconvenienti della scrittura automatica.

Il metodo che dà i risultati migliori

Parlare invece che scrivere. Registrarsi mentre si spiega l'argomento a voce, far trascrivere, e chiedere di mettere in ordine quel materiale senza aggiungere niente. Il testo che esce è vostro nella sostanza e ordinato nella forma.

È anche il metodo che produce le frasi migliori, perché a voce si usano esempi e si sente subito quando l'altro non sta seguendo. Vale per il sito quanto per gli articoli.

Le istruzioni che fanno la differenza

Dire cosa non si vuole conta più che dire cosa si vuole. Niente elenchi puntati, niente frasi a effetto in chiusura, niente aggettivi entusiasti, frasi corte. Sono indicazioni che cambiano il risultato molto più di qualsiasi richiesta generica di tono professionale.

Conviene tenere queste istruzioni scritte in un posto condiviso, insieme agli esempi che hanno funzionato. Senza quello ogni persona ricomincia da capo e l'azienda parla con voci diverse.

Il controllo prima di pubblicare

Ogni testo che esce verso l'esterno passa da una persona che se ne assume la responsabilità. Non è una formalità: questi strumenti scrivono con la stessa sicurezza le cose giuste e quelle sbagliate, e un dato inventato esce con un tono autorevole.

Il controllo è anche il posto in cui si tolgono le frasi che nessuno in azienda direbbe mai. È un lavoro di pochi minuti che decide se il testo sembra vostro oppure no.

I numeri e i fatti inventati

È il rischio più concreto e il meno visibile. Un testo che contiene una percentuale plausibile, una normativa citata male o un dato di mercato inesistente è più pericoloso di un testo scritto male, perché nessuno lo mette in dubbio.

La regola pratica è non pubblicare nessun numero che non si sappia da dove viene. Se il numero non c'è, la frase si riscrive senza, e nella maggior parte dei casi funziona lo stesso.

Cosa succede al posizionamento

Pubblicare molti testi generici non fa salire un sito. Le pagine che si assomigliano fra loro competono l'una con l'altra e nessuna arriva da nessuna parte. La quantità senza specificità produce solo un sito più grande.

Vale ancora di più adesso che una parte delle risposte viene composta automaticamente: i sistemi cercano fonti che aggiungano qualcosa, e un testo medio non aggiunge niente a quello che sanno già, come si vede in come si stanno muovendo le ricerche, dove vengono ripresi soltanto i testi precisi.

Il tempo che si risparmia

Meno di quanto sembra sulla scrittura, molto di più sulla preparazione: riassumere, ordinare appunti, trovare una struttura, riscrivere in modo più corto. Sono le attività noiose che facevano rimandare la pubblicazione.

Nelle aziende dove ha funzionato, la differenza non è nella qualità del singolo testo: è che finalmente escono, invece di restare nell'elenco delle cose da fare per due anni.

Chi deve scrivere in azienda

Chi conosce il lavoro. Lo strumento sposta la fatica dalla scrittura all'organizzazione delle idee, e questo mette in condizione di scrivere anche chi prima non ci provava perché non si sentiva capace.

È forse l'effetto più interessante: le informazioni migliori stanno nella testa di chi produce e di chi vende, e prima restavano lì perché scrivere costava troppo tempo. Sono anche le informazioni che mancano quando il cliente non riesce a capire cosa fate, e se ne va senza dirlo a nessuno.

Gli articoli e le pagine del sito

Le due cose richiedono attenzioni diverse. Un articolo può nascere da appunti messi in ordine con un aiuto automatico e restare utile. Una pagina di servizio, che deve far scegliere, ha bisogno di informazioni che nessuno strumento possiede.

L'errore che si vede più spesso è applicare lo stesso metodo a entrambe, e ritrovarsi con pagine commerciali che potrebbero appartenere a qualsiasi concorrente.

Le traduzioni

È uno degli usi in cui il vantaggio è più netto, soprattutto per le aziende che vendono all'estero e prima rinunciavano per il costo. Restano necessarie due cose: una rilettura da parte di chi conosce la lingua e un glossario dei termini tecnici del settore.

Senza il glossario lo stesso componente viene tradotto in tre modi diversi in tre pagine, ed è il tipo di dettaglio che un cliente tecnico nota subito.

Cosa dire ai clienti

In assenza di obblighi di settore conviene decidere una linea e tenerla: dire come si lavora quando lo chiedono, senza farne una bandiera e senza nasconderlo. Il caso che crea imbarazzo è sempre la domanda improvvisa.

È una delle righe che conviene mettere nel foglio di regole d'uso, insieme a chi controlla cosa esce, perché sono decisioni che è meglio non prendere nel momento in cui serve la risposta.

Come si capisce se un testo è vostro

Facendolo leggere a una persona che vi conosce e chiedendole se vi somiglia. È una prova grossolana e funziona meglio di qualsiasi criterio tecnico, perché la riconoscibilità è esattamente quello che si sta cercando di ottenere.

Se la risposta è che potrebbe averlo scritto chiunque, il testo va rifatto partendo da materiale vostro. Il tempo risparmiato scrivendolo in fretta si perde tutto nel non essere ricordati.

C'è anche una ragione pratica per non pubblicare mai una prima stesura: un testo generato e non riscritto non si può difendere se qualcuno lo copia.

Domande frequenti

Perché i testi generati si assomigliano tutti?

Perché questi strumenti restituiscono la media di quello che hanno letto. Chiedendo un testo su un argomento esce la versione più probabile, che per definizione è quella più simile a tutte le altre.

Si possono usare per il sito aziendale?

Per la prima stesura sì, per il testo finale conviene di no. Le pagine che devono far scegliere hanno bisogno di esempi veri, numeri e nomi, che uno strumento non può conoscere.

Qual è il metodo che funziona meglio?

Parlare invece che scrivere: registrarsi mentre si spiega l'argomento, far trascrivere, e chiedere di mettere in ordine quel materiale senza aggiungere niente.

Che istruzioni conviene dare?

Soprattutto cosa non si vuole: niente elenchi puntati, niente frasi a effetto in chiusura, niente aggettivi entusiasti, frasi corte. Cambiano il risultato più di qualsiasi richiesta di tono professionale.

Qual è il rischio più concreto?

I numeri e i fatti inventati. Una percentuale plausibile o una normativa citata male escono con lo stesso tono autorevole di un dato corretto. La regola è non pubblicare nessun numero di cui non si sappia la fonte.

Pubblicare più testi aiuta il posizionamento?

Non se sono generici. Le pagine che si assomigliano competono fra loro e nessuna arriva da nessuna parte. La quantità senza specificità produce solo un sito più grande.

Quanto tempo si risparmia?

Meno di quanto sembra sulla scrittura, molto di più sulla preparazione: riassumere, ordinare appunti, trovare una struttura. Nelle aziende dove ha funzionato, la differenza è che i testi finalmente escono.

Bisogna dire ai clienti che si usano questi strumenti?

Fuori dai settori con obblighi precisi, conviene decidere una linea e tenerla: dirlo quando lo chiedono, senza farne una bandiera e senza nasconderlo.

Come si capisce se un testo suona vostro?

Facendolo leggere a qualcuno che vi conosce e chiedendo se vi somiglia. Se la risposta è che potrebbe averlo scritto chiunque, va rifatto partendo da materiale vostro.

Cristian Andreatini

Scritto da

Cristian Andreatini

Elettricista, poi marketing digitale, poi direzione d'azienda. Oggi affianco imprese e imprenditori su strategia, organizzazione e posizionamento, con un team di specialisti dei diversi rami aziendali.

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