Di chi è quello che produce l'intelligenza artificiale

Un testo o un'immagine generati non hanno la stessa protezione di quelli fatti da una persona. Ha conseguenze pratiche su che cosa un'impresa può difendere.

È una domanda che arriva sempre con qualche mese di ritardo, quando l'azienda ha già prodotto materiale in questo modo e qualcuno chiede se è suo.

La risposta non è netta e sta cambiando, ma l'orientamento prevalente in Europa è abbastanza chiaro da poterci costruire sopra qualche regola pratica.

Il principio generale

La protezione del diritto d'autore nasce da un contributo creativo umano. Un risultato generato interamente da uno strumento, su una richiesta di poche parole, difficilmente è protetto.

Questo non significa che non lo potete usare. Significa che non potete impedire a un altro di usarne uno molto simile, che è una differenza rilevante quando si parla di materiale commerciale.

Dove sta il contributo umano

Nella selezione, nell'organizzazione e nella modifica. Un testo generato e poi riscritto in modo sostanziale, inserito in una struttura pensata da una persona, riacquista una protezione.

È una ragione in più, oltre a quelle di qualità, per non pubblicare mai una prima stesura: che cosa succede ai testi scritti in automatico, è il modo più rapido per somigliare a tutti.

Il marchio è un'altra cosa

Un nome o un segno distintivo si protegge con la registrazione, indipendentemente da come è stato prodotto. Un marchio disegnato con uno strumento si può registrare come qualsiasi altro.

Il rischio è diverso: che assomigli troppo a qualcosa di esistente, perché questi strumenti producono risultati simili a chiunque li chieda. Una verifica di anteriorità resta necessaria.

Il rischio di somiglianza

È il problema pratico più concreto. Le immagini e i testi generati assomigliano a quelli prodotti da altri con richieste simili, e in un settore ristretto la sovrapposizione è visibile.

Per un'impresa che lavora sul riconoscimento, è un danno maggiore di qualsiasi questione giuridica, ed è il motivo per cui il materiale visivo conviene partire da le fotografie di un'azienda che lavora, che nessun altro può avere.

Che cosa dicono le condizioni degli strumenti

Quasi tutti i servizi a pagamento riconoscono all'utilizzatore i diritti sul risultato, per quanto possono. Le versioni gratuite spesso no, e alcune si riservano l'uso di quello che producete.

Vale la pena leggere quel paragrafo prima di usare uno strumento per materiale commerciale. È lo stesso controllo che si fa quando si verifica dove finiscono i dati che caricate, prima di collegare qualsiasi archivio.

Il materiale prodotto da un fornitore

Se un'agenzia produce testi o immagini per voi usando questi strumenti, il contratto deve dire chi ha i diritti e garantire che il materiale non violi quelli di terzi.

È una clausola che vale la pena aggiungere, e riguarda anche il caso opposto, cioè il diritto di riusare quel materiale se cambiate fornitore.

Le fotografie dei clienti e dei lavori

Restano protette come sempre e non vanno caricate dentro strumenti che le usano per addestramento senza una verifica. Le immagini dei vostri lavori sono un patrimonio aziendale.

È anche il materiale con cui si costruisce come si racconta un lavoro fatto, e vale la pena trattarlo di conseguenza.

I testi del sito

Sono il posto in cui la questione ha conseguenze pratiche immediate: un testo non protetto può essere copiato senza che ci sia molto da fare, e in un settore ristretto succede.

La protezione vera arriva dal fatto che il testo racconti cose che soltanto voi potete dire: lavori, numeri, persone. Quello non si copia, indipendentemente da qualsiasi regola.

Le fotografie dei prodotti

Le immagini generate di prodotti realmente in vendita creano un problema diverso: mostrano una cosa che non esiste. È una questione commerciale prima che giuridica.

Nelle imprese che producono su misura conviene evitarle del tutto per il catalogo e usare fotografie vere anche imperfette, per le stesse ragioni che valgono per tutto il materiale visivo.

Che cosa registrare

Il marchio, il nome dei prodotti principali, il dominio. Sono le tre cose che identificano l'impresa e che si proteggono con una registrazione, a prescindere da come sono state prodotte.

Il resto del materiale vive di fatto, e la protezione migliore resta la stessa di sempre: pubblicare per primi, con la propria firma, in un posto che è vostro.

Che cosa succede se qualcuno vi copia

Sui testi generici non c'è molto da fare, e conviene saperlo prima di investirci. Sui contenuti che raccontano lavori vostri, con numeri e fotografie, la posizione è completamente diversa.

È un motivo pratico in più per costruire il materiale intorno a cose che soltanto voi potete dire. La protezione migliore resta la specificità.

Il materiale usato per addestrare

È una questione ancora aperta e in movimento, con cause in corso in più paesi. Per un'impresa che usa questi strumenti il rischio pratico è basso, ma non è zero.

La cautela ragionevole è una sola: non usare i risultati per produrre qualcosa che assomigli allo stile riconoscibile di un autore o al marchio di qualcun altro. È il caso in cui i problemi sono concreti.

Le immagini generate nei materiali commerciali

Sono l'uso più diffuso e quello con il rischio maggiore di somiglianza. Nelle presentazioni interne non è un problema; su un catalogo o su un'insegna lo diventa.

Per tutto quello che identifica l'impresa in modo stabile conviene materiale prodotto apposta. Costa una volta e non lascia nessuna zona grigia.

Il codice e i programmi

Nelle imprese che sviluppano qualcosa internamente la questione si pone allo stesso modo, con l'aggiunta di un aspetto pratico: il codice generato può contenere parti soggette a licenze particolari.

Va verificato prima di inserirlo in un prodotto che si vende, ed è una verifica che esiste da molto prima di questi strumenti: cambia la frequenza, non la natura del controllo.

Che cosa scrivere nei contratti con i fornitori

Due righe: chi ha i diritti sul materiale consegnato, e la garanzia che non violi diritti di terzi. Valgono per le agenzie, per i fotografi e per chi scrive testi.

È una clausola che oggi non è ancora standard nei contratti delle piccole imprese e che vale la pena aggiungere, perché costa niente e chiarisce una situazione destinata a presentarsi.

La posizione che consiglio

Trattare quello che produce uno strumento come una bozza: utile, veloce, e da far diventare vostra prima di usarla verso l'esterno. È la posizione più semplice e regge a qualsiasi evoluzione delle regole.

Ha anche il vantaggio di coincidere con quello che conviene fare per ragioni di qualità, il che rende la regola facile da spiegare e da far rispettare.

La regola pratica

Materiale generato per uso interno: nessun problema. Materiale che va ai clienti: rivisto e modificato da una persona. Materiale che identifica l'impresa, come marchio e immagini distintive: fatto da qualcuno.

Tre righe che coprono quasi tutte le situazioni di una piccola impresa, e che si possono aggiungere alla pagina di regole senza allungarla di molto.

Domande frequenti

Un testo generato è protetto dal diritto d'autore?

L'orientamento prevalente in Europa dice di no, o comunque non allo stesso modo: la protezione nasce da un contributo creativo umano, e un risultato ottenuto con una richiesta di poche parole difficilmente lo ha.

Significa che non lo posso usare?

No. Significa che non potete impedire a un altro di usarne uno molto simile, che è una differenza rilevante per il materiale commerciale.

Dove sta il contributo umano?

Nella selezione, nell'organizzazione e nella modifica. Un testo generato e poi riscritto in modo sostanziale, dentro una struttura pensata da una persona, riacquista protezione.

Un marchio disegnato con questi strumenti si può registrare?

Sì: il marchio si protegge con la registrazione, indipendentemente da come è stato prodotto. Il rischio è un altro: che assomigli troppo a qualcosa di esistente.

Perché la somiglianza è un problema pratico?

Perché questi strumenti producono risultati simili a chiunque li chieda, e in un settore ristretto la sovrapposizione è visibile. Per chi lavora sul riconoscimento è un danno maggiore di qualsiasi questione giuridica.

Che cosa dicono le condizioni degli strumenti?

Quasi tutti i servizi a pagamento riconoscono all'utilizzatore i diritti sul risultato. Le versioni gratuite spesso no, e alcune si riservano l'uso di quello che producete.

E se il materiale lo produce un fornitore?

Il contratto deve dire chi ha i diritti e garantire che il materiale non violi quelli di terzi. Vale anche il caso opposto: il diritto di riusarlo se cambiate fornitore.

Le fotografie dei lavori si possono caricare?

Restano protette come sempre e non vanno caricate dentro strumenti che le usano per addestramento senza una verifica. Sono un patrimonio aziendale.

Qual è la regola pratica?

Materiale per uso interno: nessun problema. Materiale che va ai clienti: rivisto e modificato da una persona. Materiale che identifica l'impresa: fatto da qualcuno.

Cristian Andreatini

Scritto da

Cristian Andreatini

Elettricista, poi marketing digitale, poi direzione d'azienda. Oggi affianco imprese e imprenditori su strategia, organizzazione e posizionamento, con un team di specialisti dei diversi rami aziendali.

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