Le fotografie di un'azienda che lavora

Le immagini comprate si riconoscono e tolgono credibilità. Servono fotografie vere, e si organizzano in due giornate all'anno.

È uno dei punti in cui le piccole imprese risparmiano di più e perdono di più. Un sito con immagini prese da un archivio comunica una cosa sola a chi le riconosce: che non c'era niente da mostrare.

Il problema non è estetico. Chi cerca un fornitore usa le fotografie per capire com'è fatto il posto, chi ci lavora e che tipo di lavori escono da lì. Sono informazioni, non decorazione.

Le quattro categorie che servono

Le persone, il luogo di lavoro, il lavoro in corso, il risultato finito. Nella maggior parte dei siti esiste soltanto la quarta, che è la meno utile delle quattro.

Il lavoro in corso è quello che convince di più, perché mostra competenza in azione. È anche il materiale con cui si costruisce come si racconta un lavoro fatto, con il problema di partenza e i numeri accanto.

I ritratti

Uno per persona, tutti fatti nello stesso modo, sul posto di lavoro e non su fondo bianco. Servono per la pagina sull'azienda, per le firme delle mail, per le offerte e per i profili professionali.

La regola che conta è l'uniformità: dieci ritratti fatti in momenti diversi con luci diverse sembrano un collage. Meglio due ore in una giornata sola, una volta all'anno, con la pagina sull'azienda già in mente.

Chi le fa

Per i ritratti e per il luogo, un professionista, una volta all'anno, mezza giornata. Per il lavoro in corso, una persona interna con un telefono recente e l'abitudine di scattare.

La seconda parte è quella che quasi sempre non succede, perché nessuno ha quel compito. Assegnarlo a una persona con una frequenza minima è l'unica cosa che funziona.

Come si scatta il lavoro in corso

Con luce naturale, senza mettere in posa, da vicino sui dettagli e da lontano per il contesto. Tre o quattro scatti per lavoro bastano, e vanno fatti prima, durante e alla fine.

L'errore più comune è fotografare solo l'ultimo giorno, quando tutto è pulito e non si capisce più che cosa è stato fatto. Il prima e il durante non si possono recuperare.

Le persone che non vogliono essere fotografate

Succede e va rispettato senza insistere. Si può lavorare con inquadrature sulle mani, di spalle, o di gruppo, e nella maggior parte dei casi dopo qualche mese la resistenza cala da sola.

Va comunque chiesto il consenso scritto per l'uso delle immagini, con una riga sola, sia per i dipendenti sia per i clienti che compaiono.

Il peso dei file

Una fotografia da otto megabyte caricata così com'è rallenta la pagina fino a renderla inutilizzabile da telefono. Vanno ridotte prima, e in quasi tutti i casi bastano duecento chilobyte.

È una delle cause più frequenti di lentezza nei siti aziendali, e la ragione per cui quanto costa un sito lento, soprattutto sui telefoni con una connessione debole.

Dove si usano

Sito, scheda su Google, offerte, presentazioni, profili professionali, social. Un archivio ordinato per anno e per tipo di lavoro rende ogni uso successivo una questione di minuti.

Le fotografie sulla scheda locale hanno un peso particolare, perché molte persone non arrivano mai al sito: succede quando la scheda conta più del sito, e la decisione di chiamare si prende lì.

Le fotografie vecchie

Un capannone ristrutturato, un macchinario sostituito, persone che non ci sono più. Le immagini invecchiano prima dei testi e nessuno se ne accorge, perché chi lavora lì non le guarda.

Una revisione annuale di quali immagini sono ancora vere costa dieci minuti ed evita la situazione, molto comune, di un sito che mostra un'azienda di sei anni fa.

Che cosa non fotografare

Il disordine che non racconta il lavoro, i marchi dei clienti senza permesso, i dettagli tecnici che un concorrente non dovrebbe vedere. Sono tre categorie da guardare prima di pubblicare, non dopo.

La terza vale soprattutto nelle lavorazioni in cui il metodo è il vantaggio. Una fotografia troppo precisa di un attrezzaggio è un'informazione regalata, e succede più spesso di quanto si creda.

Le persone al lavoro, non in posa

Le fotografie di gruppo davanti al capannone somigliano tutte alle stesse e non dicono niente. Quelle in cui si vede qualcuno che fa una cosa, con le mani nel lavoro, comunicano competenza senza bisogno di didascalie.

Serve un po' di pazienza da parte del fotografo e un po' di abitudine da parte delle persone, che dopo la prima mezz'ora smettono di guardare l'obiettivo. È il motivo per cui una sessione lunga rende più di tre brevi.

L'ordine dell'archivio

Cartelle per anno, dentro cartelle per lavoro, con i nomi dei file che contengono il cliente o il cantiere. Costa cinque minuti per sessione e fa la differenza fra un archivio usabile e diecimila immagini che nessuno apre più.

Va anche tenuta da parte una selezione dei venti scatti migliori, già ridotti di peso, pronti per essere usati. È la cartella che serve ogni volta che qualcuno chiede in fretta un'immagine.

Il video e la fotografia insieme

Quando arriva un professionista conviene fargli girare anche qualche minuto di ripresa, perché il costo aggiuntivo è piccolo e il materiale serve per i social e per il sito.

Non serve un progetto video complesso: bastano inquadrature brevi del lavoro in corso, senza parlato, utilizzabili in qualsiasi contesto. Sono le clip che poi si usano per anni.

Quanto costa non averle

Si vede in tre punti: le pagine del sito che restano senza immagini o con immagini comprate, le offerte che arrivano spoglie, e la scheda dell'attività che resta indietro rispetto ai concorrenti.

È un costo distribuito e invisibile, ed è la ragione per cui questa spesa viene rimandata da anni in imprese che spendono molto di più in cose con un ritorno minore.

Le immagini per la scheda locale

Hanno regole loro: formati precisi, aggiornamenti frequenti, e un peso sulla scelta di chi cerca che è molto superiore a quello delle immagini del sito.

Vanno caricate in modo regolare, anche una al mese, perché l'attività recente su quella scheda conta. È una delle poche cose che si possono fare in cinque minuti con un effetto reale.

Il costo di una sessione

Per una piccola impresa, mezza giornata con un professionista locale è una spesa modesta e produce materiale che dura due o tre anni.

Va confrontata con quello che si spende in un mese di pubblicità: nella maggior parte dei casi è molto meno, e migliora il rendimento di tutto il resto.

Il calendario minimo

Due sessioni all'anno con un professionista, e una regola interna che dice di scattare a ogni lavoro sopra una certa dimensione. Costa poche centinaia di euro e risolve il problema per sempre.

È anche il modo per non trovarsi, ogni volta che serve un'immagine, a scegliere fra una fotografia vecchia e una comprata.

Domande frequenti

Perché le immagini comprate sono un problema?

Perché chi le riconosce smette di credere anche al resto della pagina. Comunicano una cosa sola: che non c'era niente da mostrare.

Quali fotografie servono a un sito aziendale?

Quattro categorie: le persone, il luogo di lavoro, il lavoro in corso e il risultato finito. Nella maggior parte dei siti esiste solo la quarta, che è la meno utile.

Qual è la categoria che convince di più?

Il lavoro in corso, perché mostra competenza in azione. È anche il materiale con cui si costruiscono i racconti dei lavori fatti.

Come vanno fatti i ritratti?

Uno per persona, tutti nello stesso modo, sul posto di lavoro e non su fondo bianco. La regola che conta è l'uniformità: dieci ritratti fatti in momenti diversi sembrano un collage.

Serve un fotografo?

Per i ritratti e per il luogo sì, mezza giornata una volta all'anno. Per il lavoro in corso basta una persona interna con un telefono recente e il compito assegnato.

Come si scatta il lavoro in corso?

Con luce naturale, senza mettere in posa, da vicino sui dettagli e da lontano per il contesto. Tre o quattro scatti per lavoro, prima, durante e alla fine.

Qual è l'errore più comune?

Fotografare solo l'ultimo giorno, quando tutto è pulito e non si capisce più che cosa è stato fatto. Il prima e il durante non si possono recuperare.

E chi non vuole essere fotografato?

Va rispettato senza insistere. Si può lavorare con inquadrature sulle mani, di spalle o di gruppo, e serve comunque il consenso scritto per l'uso delle immagini.

Quanto devono pesare i file?

In quasi tutti i casi bastano duecento chilobyte. Una fotografia da otto megabyte caricata così com'è rende la pagina inutilizzabile da telefono ed è una delle cause più frequenti di lentezza.

Cristian Andreatini

Scritto da

Cristian Andreatini

Elettricista, poi marketing digitale, poi direzione d'azienda. Oggi affianco imprese e imprenditori su strategia, organizzazione e posizionamento, con un team di specialisti dei diversi rami aziendali.

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