Le traduzioni e i mercati esteri

Per capire una mail in arrivo sono ottime e gratuite. Per i testi che arrivano ai clienti servono come prima stesura, e niente di più.

È il caso in cui la qualità degli strumenti è cresciuta di più negli ultimi anni, e anche quello in cui la distanza fra sufficiente ed eccellente costa di più.

La regola che uso è semplice: dentro l'azienda si può usare tutto, fuori dall'azienda serve sempre una persona che conosca la lingua e il settore.

Che cosa funziona benissimo

Capire una mail arrivata in una lingua che non conoscete. Leggere una scheda tecnica di un fornitore. Farsi un'idea di un documento lungo prima di decidere se farlo tradurre.

Sono usi interni, dove un errore si scopre subito e non costa niente. Rappresentano la maggior parte del bisogno quotidiano di una piccola impresa che lavora con l'estero.

Che cosa funziona a metà

Rispondere a una mail commerciale. Il testo tradotto è corretto e suona straniero, e nella corrispondenza con un cliente il tono conta quanto il contenuto.

Funziona come base da far correggere a chi la lingua la sa, che è anche il modo in cui si costruisce nel tempo un archivio di frasi pronte e verificate.

Che cosa non va tradotto in automatico

Le condizioni contrattuali, le garanzie, le specifiche tecniche che comportano una responsabilità, e i testi pubblici del sito. Sono documenti in cui una sfumatura sbagliata è un impegno sbagliato.

Sui testi del sito il danno è di credibilità: un cliente straniero riconosce una traduzione automatica in tre righe, ed è una delle ragioni per cui non funziona l'idea di vendere all'estero traducendo il sito, e aspettare che arrivino le richieste.

Il vocabolario aziendale

Ogni impresa ha venti o trenta termini che vanno tradotti sempre allo stesso modo: nomi di prodotto, lavorazioni, componenti. Senza un elenco, ogni traduzione li rende in modo diverso.

Costruirlo richiede mezza giornata con una persona che conosce il mestiere, e va tenuto insieme agli altri documenti aziendali, dentro come si preparano i dati aziendali, dove ogni voce ha una versione sola valida.

Le lingue non sono tutte uguali

La qualità verso l'inglese, il tedesco e il francese è molto più alta che verso lingue meno diffuse. Su quelle il controllo umano non è consigliabile: è necessario.

Vale anche al contrario, in entrata: un documento tradotto da una lingua poco diffusa va letto con la consapevolezza che una parte del senso può essersi persa.

Chi controlla

Una persona sola, che conosce la lingua e il settore, con una lista di quattro cose da verificare: numeri, nomi propri, termini tecnici, impegni presi. Non serve rileggere tutto.

È l'applicazione al caso specifico del principio di chi controlla quello che esce prima che esca, e richiede pochi minuti a documento.

Gli errori tipici

I numeri con separatori diversi, le unità di misura convertite quando non dovevano esserlo, i nomi propri tradotti, le negazioni girate. Sono quattro categorie e coprono quasi tutti i casi che ho visto.

La quarta è la più pericolosa perché il testo resta scorrevole e dice il contrario, ed è il motivo per cui la lettura distratta non basta.

Il sito nelle altre lingue

Va tenuto aggiornato quanto quello italiano, altrimenti dopo un anno racconta un'impresa diversa. È il motivo per cui conviene tradurre poche pagine e mantenerle, invece di tradurre tutto una volta.

Serve anche un modo perché chi arriva capisca subito che esiste la sua lingua, e che le richieste in quella lingua ricevono risposta. È un'informazione, non un dettaglio tecnico.

I nomi propri e gli indirizzi

Vanno lasciati come sono e verificati dopo ogni traduzione. Un indirizzo tradotto o un nome proprio modificato sono errori piccoli con conseguenze pratiche immediate.

È una delle quattro verifiche da fare sempre, insieme ai numeri, ai termini tecnici e agli impegni presi. Richiede pochi minuti e va fatta anche sui documenti brevi.

Le differenze culturali

Un testo tradotto correttamente può risultare troppo diretto o troppo formale a seconda del paese. È una cosa che nessuno strumento risolve e che una persona di quel mercato vede in due minuti.

Vale soprattutto per i testi commerciali. Le stesse tre righe che in italiano suonano cordiali possono suonare invadenti altrove, e il costo è una trattativa che non parte.

Chi risponde nella lingua giusta

Uno strumento aiuta a capire e a preparare, e non sostituisce una persona raggiungibile che parli quella lingua. Nelle trattative è l'elemento che decide, molto più della qualità dei testi.

Per una piccola impresa può essere un collaboratore esterno per poche ore alla settimana. Costa poco e cambia il modo in cui l'azienda viene percepita in quel mercato.

Vale infine la pena costruire nel tempo un archivio delle frasi già verificate: condizioni di vendita, formule di cortesia, descrizioni di prodotto. Dopo un anno copre la maggior parte della corrispondenza ordinaria e toglie il problema alla radice.

I documenti tecnici

Schede, manuali, istruzioni di montaggio. Sono i testi in cui la traduzione automatica funziona meglio, perché il linguaggio è regolare, e quelli in cui un errore può avere conseguenze.

La regola pratica è che dove c'è una responsabilità di sicurezza serve una revisione professionale, sempre. Sul resto, un controllo interno attento basta.

Le trattative

Tradurre in tempo reale durante una conversazione funziona per capirsi e non per negoziare. Le sfumature che contano in una trattativa sono esattamente quelle che si perdono.

Per gli incontri importanti serve una persona che parli la lingua, anche esterna. Il costo di un interprete per mezza giornata è una frazione del valore di un contratto perso.

I nomi dei prodotti

Non si traducono, e vanno protetti dalla traduzione in modo esplicito, perché altrimenti compaiono in versioni diverse in documenti diversi.

Va verificato anche che non significhino qualcosa di spiacevole nella lingua di arrivo. È un controllo di cinque minuti e ha evitato imbarazzi a imprese più grandi della vostra.

Le comunicazioni interne

Nelle imprese con persone di lingue diverse in produzione, la traduzione delle istruzioni operative e delle comunicazioni di sicurezza è un uso concreto e utile.

Va però verificata da qualcuno che parli quella lingua, perché le istruzioni di sicurezza sono il posto sbagliato per un'approssimazione.

Quanto costa fare le cose bene

Per un sito di dieci pagine tradotte e riviste da un professionista, la cifra è contenuta e una tantum. Confrontata con il costo di una fiera internazionale è una voce minore.

È il motivo per cui non consiglio mai di risparmiare su questa voce: è piccola rispetto al progetto e visibile a chiunque legga la prima pagina.

Il costo di un traduttore vero

Per le pagine del sito e i documenti contrattuali è una spesa una tantum modesta, se il testo di partenza è già stato preparato con lo strumento e va soltanto rivisto.

È il modo di usare bene le due cose insieme: l'automazione toglie il lavoro meccanico, la persona mette quello che decide la qualità, come vale per come si misura la qualità di quello che esce, dove il tempo di controllo si conta dentro.

Domande frequenti

Le traduzioni automatiche si possono usare in azienda?

Dentro l'azienda sì, per tutto. Fuori dall'azienda serve sempre una persona che conosca la lingua e il settore.

Per che cosa funzionano benissimo?

Capire una mail arrivata in una lingua che non conoscete, leggere una scheda tecnica, farsi un'idea di un documento lungo prima di decidere se farlo tradurre.

Per che cosa funzionano a metà?

Rispondere a una mail commerciale: il testo è corretto e suona straniero, e nella corrispondenza con un cliente il tono conta quanto il contenuto.

Che cosa non va tradotto in automatico?

Condizioni contrattuali, garanzie, specifiche tecniche che comportano responsabilità, e i testi pubblici del sito. Una sfumatura sbagliata è un impegno sbagliato.

Che cos'è il vocabolario aziendale?

L'elenco dei venti o trenta termini che vanno tradotti sempre allo stesso modo: nomi di prodotto, lavorazioni, componenti. Senza, ogni traduzione li rende in modo diverso.

Tutte le lingue hanno la stessa qualità?

No. Verso inglese, tedesco e francese la qualità è molto più alta che verso lingue meno diffuse, dove il controllo umano è necessario e non consigliabile.

Che cosa deve controllare chi rilegge?

Quattro cose: numeri, nomi propri, termini tecnici e impegni presi. Non serve rileggere tutto, servono pochi minuti a documento.

Quali sono gli errori tipici?

Separatori dei numeri diversi, unità di misura convertite quando non dovevano, nomi propri tradotti, negazioni girate. L'ultima è la più pericolosa perché il testo resta scorrevole e dice il contrario.

Conviene comunque un traduttore professionista?

Per le pagine del sito e i documenti contrattuali sì, ed è una spesa modesta se il testo di partenza è già stato preparato e va soltanto rivisto.

Cristian Andreatini

Scritto da

Cristian Andreatini

Elettricista, poi marketing digitale, poi direzione d'azienda. Oggi affianco imprese e imprenditori su strategia, organizzazione e posizionamento, con un team di specialisti dei diversi rami aziendali.

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